Abbiamo il sole tra le mani per illuminare il nostro cammino e la luna nel cuore per illuminare i nostri sogni”.

La frase è tratta da una poesia di Federica Terrida e si trova incisa su una borsa in pelle conciata al vegetale con tannino della collezione Murano. Più che una citazione, è la sintesi della visione che guida il lavoro della famiglia Terrida da generazioni, e che unisce profonda consapevolezza nella scelta dei materiali alla ricerca di uno stile in grado di elevarsi al di sopra delle mode passeggere.

L’azienda nasce come attività di famiglia negli anni Settanta; negli anni Ottanta comincia a realizzare collezioni in pelle conciata al vegetale.

Federica entra in azienda nei primi anni Duemila, e nel tempo ha iniziato a comprendere e approfondire la conoscenza di questo meraviglioso materiale. “Ho scoperto i tannini, il processo di concia al vegetale, e le caratteristiche che lo rendono unico rispetto ad altri metodi di concia, informandomi e apprendendo anche grazie al nostro storico fornitore, la conceria La Bretagna, azienda associata del Consorzio Vera Pelle Conciata al Vegetale. Cerchiamo di trasmettere sempre quest’unicità al pubblico, portando i tannini in alcune occasioni all’interno del nostro stand nelle fiere alle quali partecipiamo.”

Le creazioni Terrida reinventano il concetto di eleganza in una prospettiva dinamica: accessori pensati per accompagnarci, agevolando la vita, durante viaggi e spostamenti, ma anche negli avvenimenti speciali, sul lavoro o nello sport. Il catalogo comprende dai borsoni agli zaini, ai trolley e borse passando anche per articoli più originali, come le sacche da golf e i bauli, che molti clienti utilizzano come mobili armadio. Prodotti che esprimono al meglio tutta la duttilità della pelle conciata al vegetale con tannino.

Un valore aggiunto che con pazienza bisogna comunicare al consumatore finale. “Ultimamente, l’ingresso sul mercato dei nuovi materiali basati su fonti vegetali ha alimentato la confusione: quando parlo di pelle conciata al vegetale mi chiedono se è a base di foglie di ananas o bucce di mela, questo fa comprendere l’importanza dell’utilizzo delle parole affinché il consumatore finale comprenda ciò che sta acquistando”.

Continua Federica: “Gli oggetti in pelle conciata al vegetale sono partecipi della nostra vita e come noi cambiano nel tempo. Oggi c’è molta confusione su ciò che è eco-sostenibile, ed è essenziale comunicare che la pelle conciata al vegetale è un materiale di recupero ottenuto dagli scarti dell’industria alimentare e che i tannini usati per conciarla sono sostanze vegetali, rispettosi dell’ambiente ed estratti semplicemente utilizzando acqua calda.Molti consumatori stanno cavalcando una nuova sensibilità per spingere verso determinate scelte di consumo. Ma mi sono chiesta quanto siano davvero “green”.

Come districarsi? Federica esprime così la sua opinione “Prima di valutare se un prodotto è o meno eco-sostenibile, dovremmo chiederci: ‘E’ umano-sostenibile?’ . Ovvero: ‘Chi lo ha prodotto? In quali condizioni ha lavorato? È stato pagato il giusto? Quali sono i materiali da cui è costituito e come sono stati ottenuti? Possono comportare problemi per la salute dell’Uomo o dell’Ambiente?’. Se è ‘umano-sostenibile’, allora lo è anche per l’ambiente perché l’Uomo fa parte della Natura e l’amore per l’umanità fa la differenza. Acquisire questa consapevolezza ci può guidare verso i giusti acquisti. Occorre un reale cambiamento di mentalità nel rapporto con gli oggetti e le nostre creazioni in pelle conciata al vegetale sono fatte per durare nel tempo. Quanti oggetti bisogna possedere per essere felici? Una frase di Edward Norton nel film Fight club ‘Compriamo cose che non ci servono, con soldi che non abbiamo per fare impressione su persone che non ci piacciono’ facomprendere che se le persone fossero davvero felici, intendo una felicità interiore, che non è la proiezione di quanto si possiede, consumerebbero meno, sarebbero più consapevoli di essere e non di avere e sceglierebbero prodotti di qualità con facilità, senza perdersi in spese che danneggiano l’umanità e di conseguenza il pianeta. L’economia basata su questo genere di consumi ‘fast’ è solo apparentemente sinonimo di sviluppo economico, mentre invece porta con sé un costo umano, sociale e ambientale enorme”.

Continua Federica “Mi piace ricordare sempre che dipendiamo dalla natura, che ci parla con i suoi suoni sottili come le gocce della pioggia, il fruscio del vento tra le foglie o il ronzio di un’ape. Natura che ci sussurra nel silenzio e che ci ricorda, anche attraverso il tocco della nostra mano su un oggetto di pelle conciata al vegetale con tannino, che rispettarla e proteggerla sono azioni conseguenti e proporzionali solo al nostro amore verso l’umanità e, tornando ai prodotti Terrida, desidero sottolineare che, oltre a ricordarci che siamo parte della natura, rappresentano la tradizione che si rinnova e che vive nel tempo.Un nostro borsone, una nostra cartella saranno compagni di vita e i segni sulla pelle ricorderanno sempre che siamo esseri che si trasformano nella bellezza e nella consapevolezza.

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