Il Tannino,

una storia vicina alla tua

La Storia del tannino ha origini molto antiche. Prima della scoperta del processo di concia l’uomo era già entrato in contatto con il tannino.

Grazie alla sua attività di cacciatore-raccoglitore, poteva garantirsi una dieta contenente bacche, frutti e radici ricche di tannino, un potente antiossidante, che contribuiva  significativamente all’equilibrio della flora intestinale.

Per questo oggi il reinserimento di tannini nella nostra dieta, per esempio attraverso l’assunzione di estratti di melograno o dei tannini naturali del vino e del tè, può essere fonte di importanti integratori per la salute umana.

Anche se nessuno può stabilirlo con esattezza, è molto probabile che il nostro secondo incontro con il tannino sia avvenuto in modo empirico o del tutto casuale.

Un’intuizione che ha portato alla nascita di un processo indispensabile all’evoluzione della civiltà umana: la concia delle pelli con il tannino vegetale.

Cuoio e pelli conciate al vegetale sono diventati finimenti per cavalli e animali da lavoro, sandali, cinturoni, bisacce, faretre, complementi per armi tra i quali scudi e corazze, copertine di libri. Inoltre, hanno trovato impiego anche all’interno di macchine industriali e persino nei carri armati.

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L’incontro con i nostri antenati è probabilmente avvenuto in riva a uno stagno o in una grotta. Gli Uomini avevano iniziato a cacciare grossi animali con l’aiuto di lance e ad utilizzare le pelli delle prede uccise per ripararsi dal freddo.

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I Sumeri furono tra le prime popolazioni ad utilizzare sistematicamente la concia delle pelli, per la quale utilizzarono vari metodi (aldeidi, oli essenziali) ed il tannino di galla.

Le tecniche di concia vegetale con i tannini vennero in seguito perfezionata dai Babilonesi, dagli Egizi e dai Persiani, che utilizzavano estratti vegetali sia per la concia che per la tintura delle pelli.

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Le concerie medievali e rinascimentali continuarono la tradizione della concia lenta in vasca, in cui le pelli vengono immerse in vasche colme d’acqua ricca di tannino e lasciate riposare per settimane.

Alla corte Medicea, ad esempio, era richiesto per legge che le pelli fossero lasciate a contatto con il tannino per almeno 8 settimane, pena il pagamento di 2 scudi per pezzo di pelle.

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Con l’arrivo nelle Americhe, gli Europei scoprono l’esistenza di nuove specie vegetali; alcune si riveleranno particolarmente adatte all’estrazione di tannino.

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Il Settecento vede nascere un nuovo metodo di studio della natura, basato su un approccio sistematico. È l’epoca delle Enciclopedie, di un nuovo rapporto tra l’Uomo e la Natura.

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La concia vegetale in vasca è un processo artigianale che richiede da 4 a 6 settimane. Un’attesa che mal si conciliava con le nuove esigenze produttive.

Si iniziò ad avvertire la necessità di un’innovazione in grado di garantire un prodotto di qualità in tempi più brevi.

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Il tannino ha avuto un ruolo di primo piano anche durante le due Guerre: il cuoio e la pelle erano infatti largamente utilizzati da tutti gli eserciti.

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Dopo la fine della II Guerra Mondiale si assiste a una progressiva industrializzazione del settore conciario, che richiedeva tempi produttivi sempre più veloci, e a una più vasta diffusione del bottale nelle concerie.

Concia delle pelli al vegetale con tannino

Oggi, il tannino è utilizzato con successo in svariate applicazioni. Ma continua ad essere il protagonista indiscusso della concia delle pelli al vegetale, un’antica tradizione artigiana che ancora oggi si basa sugli stessi metodi utilizzati durante il Medioevo e il Rinascimento. Un procedimento in grado di fornire pelli di alta qualità, in grado di durare nel tempo.

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