“Il profumo della pelle al vegetale conciata con tannini è una sensazione che, soprattutto all’estero, viene descritta da molti clienti. Quando comprano i nostri sandali in pelle, il profumo è la prima cosa che sentono. Ed è proprio grazie a ciò che il sandalo è considerato un prodotto vero ed autentico”.

Queste sono le parole di Carlo Pierucci, titolare della Hermes SRL e del brand Mario Doni, quest’ultimo marchio specializzato nella produzione e creazione di sandali in cuoio e pelle al vegetale. Ma la particolarità di questi sandali è unica: possono essere personalizzati in un’ampia varietà di colori e modelli rendendo così più personale la scelta del cliente.

Una formula di grande successo che ha portato il brand ad essere scelto, insieme ad altre 12 aziende di eccellenza italiane, per partecipare al documentario “Intrecci Etici”, dedicato allo slow fashion, che andrà in onda nel 2021 su Infinity Now TV.

Carlo ci racconta che quest’avventura è iniziata quasi per gioco. Prima di buttarsi completamente nella realizzazione di sandali artigianali, la Hermes SRL produceva principalmente solette in cuoio per i calzaturifici.

“Il lavoro era ripetitivo e le scadenze molto serrate” – racconta Carlo. – “In quegli anni si producevano 2,5 milioni di paia di solette all’anno ed era abbastanza difficile continuare a mantenere quel ritmo di lavoro. Dovevi fare quel tipo di soletta e solo quel tipo di soletta… non avevi tanta voce in capitolo. Per esempio, ogni modifica doveva prima essere concordata con il calzaturificio. Invece, con un prodotto nostro, avremmo potuto finalmente sbizzarrirci!”

Così, il fondatore di Mario Doni ha un’intuizione e decide di seguirla fino in fondo: quella di creare sandali in pelle personalizzabili, associati ad un nuovo brand.

“Inizialmente facevamo sandali smontati. L’idea era di dare agli artigiani la possibilità, all’interno del loro negozio, di ricreare il sandalo toscano: tutto cuoio, tutto pelle e così poterlo personalizzare. Dopo aver avuto pochissimi riscontri positivi, ci siamo ingegnati per farli da noi, con risultati molto soddisfacenti. A quel punto abbiamo sviluppato sia lo store su Internet per la vendita diretta sia attraverso retailers per assicurarci di poter offrire prodotti artigianali in qualunque parte del mondo. Così abbiamo ricreato l’idea della “bottega” di un tempo, però con mezzi moderni”.

Oltre alla personalizzazione dei colori, l’ampia varietà di modelli e misure a disposizione è molto apprezzata dai clienti, in particolare da quelli internazionali (Stati Uniti ed Europa).

“I clienti esteri rimangono sorpresi dal poter personalizzare un articolo. Per esempio, un cliente americano aveva bisogno di misure particolari e non riusciva a trovare un produttore che gliele fornisse, doveva sempre adattarsi a quello che c’era sul mercato. Quando ha trovato noi, è rimasto completamente soddisfatto”.

Qualità, benessere e sostenibilità

In un mondo in cui il consumatore sta diventando sempre più consapevole riguardo ai prodotti che acquista e ai materiali che vengono utilizzati, Mario Doni sta diventando un brand di riferimento. Nella realizzazione dei suoi sandali utilizza solo pelle conciata al vegetale con tannini, rifornendosi di pellami direttamente dalle concerie del territorio.

Carlo al riguardo afferma, “puntare sulla buona qualità dei materiali è un argomento convincente che interessa molto ai potenziali acquirenti. Alcuni sandali possono dare fastidio a contatto con la pelle, specie in estate, quando il caldo la rende più sensibile alle irritazioni. È per questo che tanti clienti ci pongono domande sugli aspetti della qualità. Molti si lamentano perché con altre calzature sentono i piedi accaldati, un problema comune che può essere risolto usando scarpe conciate al vegetale.”

Oltre che puntare sulla qualità dei materiali, la ‘slow fashion’ di Mario Doni rafforza anche il concetto di sostenibilità. I sandali vengono realizzati solo dopo essere stati commissionati, in modo da evitare di sprecare preziose risorse, come spesso accade invece nei circuiti della fast fashion.

“Abbiamo il dovere di avvicinarci il più possibile all’ideale di un processo al 100% sostenibile, anche se questo richiederà energie / investimenti da parte di tutta la filiera. È un obiettivo che dobbiamo sforzarci di incoraggiare anche nei consumatori”.

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