Il tannino: cos’è?

Il tannino è una sostanza naturale presente in tutto il mondo vegetale: nel legno, nella corteccia, nei rizomi, nelle radici e nei frutti. Fa parte della famiglia dei polifenoli, termine che forse hai già sentito nominare.

I polifenoli sono sostanze antiossidanti presenti nella frutta, verdura e in generale negli alimenti di origine vegetale, che aiutano a preservare i tessuti ed a combattere l’invecchiamento cellulare.

Di conseguenza, il tannino è naturale al 100%. 

La “famiglia” comprende molecole diverse, tanto che sarebbe più corretto chiedersi “cosa sono i tannini?” La differenza risiede nella struttura chimica e nella diversa origine botanica.

Ma tutti hanno delle caratteristiche comuni che gli hanno permesso di diventare compagni silenziosi dell’intero cammino della civiltà umana, dall’Antichità ad oggi.

Il Tannino è naturale al:

%

Quali sono le proprietà del tannino?

Vi siete mai chiesti perché, dopo un temporale, il legno umido degli alberi non inizia a marcire?

O come possono sopravvivere piante acquatiche come le mangrovie, che affondano le radici e il tronco nell’acqua delle paludi? La ragione sono i tannini. La loro struttura chimica li rende potenti, così da poter agire anche in acqua, risultando efficaci nella lotta ai batteri e ai funghi.

A differenza della maggior parte degli animali, le piante non possono muoversi: hanno quindi sviluppato il tannino come protezione naturale dall’assalto di patogeni, quali funghi, batteri e virus. Una volta estratto dalle piante, le sue caratteristiche restano immutate. Anche a distanza di tempo.

Questo apre la strada a varie possibili applicazioni, alcune delle quali ti sorprenderanno.

Come si estrae il tannino?

Il procedimento di estrazione del tannino ricorda da vicino quello di un’infusione: la materia prima vegetale (ovvero il legno di Castagno e Quebracho) viene sminuzzata e versata in gigantesche autoclavi che fungono da “teiera”.

A contatto con l’acqua calda, il legno rilascia il tannino: l’acqua si tinge di un bel colore che varia dal marrone al rossiccio in base al legno utilizzato e si carica di un profumo intenso ed astringente.

Il tannino in forma liquida è già pronto per essere utilizzato, ma per renderne più semplice il trasporto e la conservazione, l’acqua viene fatta evaporare fino ad ottenere una fine polvere colorata.

Il vapore acqueo viene recuperato e nuovamente trasformato in acqua per nuove infusioni. Il legno esausto, derivante dall’estrazione del tannino, è invece trasformato in pellet per stufa.

Dove si trova il tannino in natura?

Il tannino è presente nel legno, nei fusti, nelle cortecce, nelle foglie, nelle radici e nei frutti di qualsiasi specie vegetale.

Tuttavia, in alcune piante la concentrazione è maggiore. Di conseguenza, sono le più utilizzate per l’estrazione di tannino a livello industriale. Si tratta di Castagno, Quebracho, Tara e Galle da Quercia.

Il Castagno è diffuso in Europa Meridionale e in alcune zone del Medio Oriente.

Il Quebracho cresce nel nord dell’Argentina e nel sud del Paraguay mentre la Tara in Perù. Le Galle crescono prevalentemente in Turchia e Cina.

Se possiedi un oggetto in pelle conciata al vegetale, come una borsa, un portafoglio, una cintura; se indossi scarpe con la suola in cuoio o possiedi un’auto con i sedili in pelle, è molto probabile che siano stati trattati con tannino di Castagno, Quebracho o Tara o con una combinazione di due o più estratti.

L’estrazione del tannino è un processo sostenibile?

Forse stai pensando che per estrarre il tannino è necessario abbattere gli alberi e temi per l’integrità delle aree boschive.

Ma il tannino protegge le piante anche dall’avidità dell’Uomo, che troppo spesso distrugge le foreste per fare spazio a coltivazioni intensive, come nel caso delle coltivazioni di soia.

La possibilità di estrarre il tannino ha però dato ai boschi una diversa rilevanza economica.

Di conseguenza, gli alberi diventano preziosi: per ogni vecchio tronco abbattuto, c’è un nuovo albero che ricresce  naturalmente o che viene piantato per assicurare la continuità della materia prima.

Un’alleanza tra Uomo e Natura in cui tutti vincono.

Il tannino può aiutare nel riequilibrio della flora batterica?

Sì, il tannino sicuramente favorisce l’equilibrio naturale della flora batterica, e ad alte concentrazioni può essere considerato come una sostanza naturalmente antibatterica.

Una recente ricerca universitaria ha dimostrato che il tannino contenuto nella pelle conciata al vegetale arriva ad eliminare oltre il 99% dei batteri con cui entra in contatto.

Nella nostra vita quotidiana, questo si traduce in un’azione particolarmente rilevante, che può colpire i batteri responsabili del cattivo odore all’interno delle calzature.

L’azione del tannino non è momentanea ma dura nel tempo. Inoltre, avviene nel rispetto dei naturali processi fisiologici del piede.

La Storia del Tannino:
parte della tua

I libri di scuola non parlano del tannino, eppure la sua presenza ha condizionato in modo rilevante l’intera Storia dell’Umanità, con risvolti davvero inattesi. Per esempio, il ruolo del tannino è stato determinante nel decidere l’esito della Seconda Guerra Mondiale. L’avresti mai detto?

Pin It on Pinterest