Il tannino è presente in tutte le specie vegetali, anche se in concentrazioni molto diverse. Per esempio, il tè è ricco di tannino ed è un’ottima bevanda. La terza bevanda più consumata al mondo, dopo l’acqua e il caffè, e questo anche grazie alla sua duttilità: può essere consumato sia come bevanda calda che fredda, con limone, pesca, ghiaccio, latte o miscelato con altri infusi.

Negli ultimi tempi in Europa è diventato di moda il Bubble Tea, una variante nata a Taiwan che ha rapidamente conquistato tutto il mondo: tè nero, latte e perle di tapioca. Uno spuntino “mangia e bevi” che mette d’accordo gusto e salute grazie al suo apporto nutritivo e al basso contenuto di calorie, oltre che al contenuto di tannini del tè.

Oramai sappiamo bene che il tannino fa bene: è un antiossidante e un antinfiammatorio che aiuta a modulare la flora batterica e combatte il proliferare dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare.

L’assunzione di alimenti che ne contengono ha quindi effetti positivi sulla salute dell’uomo. Per prima cosa, sapete che le differenti varietà di tè derivano tutte dalla medesima pianta? La pianta del tè è la Camelia Sinensis: dalla diversa lavorazione delle foglie, dal periodo di raccolta o dall’utilizzo di altre parti oltre alle foglie, come i germogli o i rametti più teneri, si producono tutte le più conosciute specie di tè. Circa il 35% del peso delle foglie seccate di tè è rappresentato da polifenoli e antiossidanti preziosissimi alleati del benessere.

L’origine del tè, o meglio dell’usanza di consumarlo come bevanda, è così lontana che difficilmente si può risalire ad una data precisa. Il tè verde veniva regolarmente consumato dai Cinesi più di cinquemila anni fa e più avanti fu introdotto anche in Giappone, dove si sviluppò un vero e proprio rituale. In Inghilterra  giunse molti secoli dopo, ma dal Settecento divenne un vero e proprio culto, sfociato nel rito del tè delle cinque.

 Esistono diverse qualità di tè e sono tutte salutari: dal tè nero a quello verde, passando per quello bianco fino al pregiato tè matcha. Ciascuna si distingue per caratteristiche specifiche, come una maggiore o minore concentrazione di tannino, che contribuisce significativamente a conferire alla bevanda il caratteristico “carattere”.

Il tè nero, per esempio, aiuta la concentrazione e fa bene a cuore e arterie. Rende però più difficile l’assimilazione del ferro, è quindi il meno indicato per chi soffre di anemia. Il tè verde è quello più ricco in flavonoidi e biopolifenoli. Inoltre, ha la capacità di ridurre l’assimilazione dei grassi, per questo è indicato nelle diete.

Una delle qualità più rinomate e pregiate è il tè verde matcha, una varietà di origine giapponese che subisce uno speciale procedimento di coltivazione ed essicazione delle foglie tale da renderlo quello con la maggior concentrazione di antiossidanti, ben 137 volte di più del tradizionale tè verde. Un tè che prevede anche una preparazione ad hoc, per sospensione e non per infusione, garantendo così una maggior assimilazione dei nutrienti contenuti.

Il tè bianco è una delle varietà più speciali e più naturali, contiene fluoro quindi è prezioso alleato della salute del cavo orale ed è quello che si presta maggiormente per essere gustato in purezza, per il suo sapore dolce e delicato.

Qual è il vostro tè preferito? E come vi piace consumarlo?

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