L’Italia è un paese ricco di cultura e tradizioni artigiane tramandate da padre a figlio, che hanno saputo resistere al passare dei secoli. Un patrimonio che ha tutt’ora un enorme potenziale, anche economico, e che continua a distinguerci nel mondo per le sue unicità, capace di creare nuove tendenze rimanendo fedele a sé stesso, come nel caso delle creazioni di moda in pelle conciata al vegetale con tannino.

Una grande storia artigiana che ne racchiude molte altre. Come quella di Cristiano Gualtieri, calzaturificio artigianale a Santa Maria Vico, provincia di Caserta – da sempre il fulcro della tradizione calzaturiera per tutto il sud Italia. 

“Siamo una famiglia di artigiani. Da tre generazioni crediamo nel valore delle eccellenze del nostro Paese. Con la nascita del nostro calzaturificio nel 1995 e la creazione del brand “Cristiano Gualtieri” nel 2006, io e mio padre abbiamo portato avanti il sogno di mio nonno, da sempre artigiano nel settore calzaturiero.”

È Attilio che ci racconta la storia dell’azienda di famiglia: insieme al padre Vincenzo e a 10 operai, rappresentano il cuore pulsante di Gualtieri. Nessuna industria, nessuna tecnologia. Qui, ogni scarpa ci riporta alle produzioni del passato, dove mani e materie prime d’eccellenza erano tutto ciò che serviva per una calzatura di qualità.

Il brand Gualtieri è da sempre sinonimo di Made in Italy. Le pelli provengono dalle migliori concerie toscane e marchigiane: “Negli anni, sono state tantissime le proposte di importazione dei materiali dall’estero, a costi chiaramente inferiori. O addirittura richieste di delocalizzazione della produzione. Ma non abbiamo mai ceduto. Volevamo scarpe 100% italiane, capaci di raccontare l’eccellenza del nostro Paese in ogni minimo dettaglio. E nulla ci avrebbe potuto far desistere.”

La pelle conciata al vegetale è la materia prima che meglio rappresenta l’artigianalità italiana. E Cristiano Gualtieri ne ha fatto uno dei suoi punti di forza.

“Usiamo la pelle conciata al vegetale sia per la tomaia sia per l’interno della scarpa” – continua Attilio – “soprattutto per la fodera, che lavoriamo attentamente al fine di renderla più sottile e confortevole. Usare la pelle conciata al vegetale con tannino assicura freschezza e traspirabilità, ed è proprio questo uno dei motivi per cui non usiamo materiali diversi. La maggior parte delle scarpe in commercio adottano delle fodere in tessuto, che ostacolano la traspirazione e provocano cattivi odori. La qualità dei materiali è quindi importantissima, soprattutto per alcuni modelli di calzature, come le sneakers: da questo tipo di scarpa ci si aspetta comfort e freschezza, che però solo la pelle conciata al vegetale può offrire.”

Cristiano Gualtieri: scarpe artigianali in pelle conciata al vegetale Made in Italy

Ed è per questo che il brand Gualtieri presenta ben 2 linee sportive, adatte a tutte le esigenze: sneakers e sport city (le più vendute), con puntale in cuoio cucito a macchina, suola ammortizzante e soletta interna in pelle conciata al vegetale.

Ma non solo comfort e traspirabilità: la pelle conciata al vegetale garantisce resistenza e durevolezza nel tempo.

“La pelle che subisce un processo di concia vegetale è particolarmente fibrosa. Alla ‘prova del tiro’ – che facciamo per testare la resistenza e la qualità – non si sgretola e non mostra pieghe antiestetiche. Acquistare una calzatura in pelle conciata al vegetale significa non solo investire in un prodotto che preserva la salute dei nostri piedi, ma che dura anche nel tempo, assicurandoci sempre una calzata di qualità, a prescindere dalle continue sollecitazioni.”

A questo si aggiunge l’unicità di un prodotto artigianale, che non ha nulla in comune con i moderni processi industriali: la creazione di una vera scarpa artigianale prevedere circa 40-50 passaggi e ciò rende impossibile una produzione su larga scala, senza ricorrere a complessi meccanismi industriali.

E Gualtieri non ci sta: “La nostra produzione è limitata proprio perché vuole preservare l’artigianalità delle nostre calzature. Una produzione di massa, infatti, ci priverebbe della manualità e dell’amore che mettiamo nella creazione di ogni singola scarpa. Il nostro motto è quindi “meglio poche, ma buone”. Lavoriamo con rivenditori in tutta Italia e da quando abbiamo aperto il nostro e-commerce, abbiamo suscitato interesse anche all’estero, soprattutto in Francia e nei paesi dell’est Europa, come la Croazia.”

Attilio ci descrive anche il loro cliente tipo, che si attesta nella fascia d’età 35-40 anni, ma ammette anche di vedere un forte interesse da parte di utenti senior: “Il nostro cliente predilige un prodotto confortevole, di ottima qualità, dallo stile casual e, soprattutto, che duri nel tempo. Sebbene in molti ci preferiscano rispetto a brand industriali ed internazionali, sono pochi quelli che conoscono la concia al vegetale e i suoi benefici per la salute e l’ambiente. Ciò è dovuto all’enorme confusione sul tema – soprattutto online – e al fatto che molte aziende si definiscano “green” solo perché usano materiale riciclato.”

La consapevolezza del consumatore, secondo Attilio, è l’aspetto su cui bisogna lavorare maggiormente per arrivare ad avere, in futuro, una moda che sia degna di definirsi sostenibile: “I materiali sintetici hanno buon mercato – prosegue Attilio – semplicemente perché il consumatore non è ben informato sul tema: cosa significa materiale riciclato? Riciclato da cosa e con quale dispendio energetico? Quali materiali di scarto si producono e come vengono smaltiti? Queste sono le domande che tutti noi dovremmo porci prima di acquistare un prodotto, soprattutto se si tratta di calzature. Purtroppo, però, al giorno d’oggi le proposte sono tante – forse troppe – e comprendo che la scelta sia tutt’altro che facile. Sensibilizzare il consumatore – così come noi di Gualtieri cerchiamo di fare ogni giorno – darebbe uno slancio ulteriore alle attività artigianali come la nostra. Non siamo gli unici a credere che il Made in Italy e l’artigianato possano dare ancora più prestigio al nostro Paese, soprattutto a livello di impegno per la tutela ambientale. E non smetteremo mai di farlo!”

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