Web e social media sono una vera miniera di informazioni, che spesso si rivelano poco attendibili, quando non addirittura fasulle. La pelle conciata al vegetale con tannino è uno degli argomenti su cui circolano notizie contrastanti: chi la confonde con un prodotto a base vegetale (quindi “vegano”), chi la assimila erroneamente alla concia al cromo, chi considera a priori i processi conciari come inquinanti.

In questi mesi abbiamo raccolto diverse “fake news” sul cuoio e la pelle al vegetale e abbiamo pensato di riunire i dubbi più comuni in questo blog post, nella speranza che possa essere d’aiuto nella scelta dei vostri prossimi acquisti.

1- Pelle conciata al vegetale: un prodotto di origine animale

La pelle conciata al vegetale è un prodotto di origine animale: generalmente si tratta di pelli bovine, ovine o caprine, prodotti di riciclo dell’industria alimentare, che vengono sottoposti alla concia, un processo in grado di arrestarne la decomposizione, rendendo impermeabili e imputrescibili le fibre di cui è formato il derma della pelle stessa.

Si definisce “al vegetale” perché le sostanze utilizzate nella concia (i cosiddetti “agenti concianti”) sono i tannini, estratti naturali derivanti esclusivamente da fonti vegetali come il legno di castagno e di quebracho, le noci di galla e i baccelli di Tara.

2- La pelle conciata al vegetale richiede l’uccisione di animali?

Assolutamente NO. Nessun animale viene ucciso al puro scopo di utilizzarne la pelle, come accade con le pellicce. Le concerie recuperano e riutilizzano le pelli di scarto dell’industria alimentare. Nonostante si stia diffondendo una nuova sensibilità alimentare, che incentiva pratiche vegetariane o vegane, il consumo di carne nel mondo non è affatto diminuito, anzi è notevolmente aumentato.

Infatti, secondo quest’articolo della BBC, la produzione di carne è quintuplicata dagli anni ‘60 ad oggi e, nel 2017, ha raggiunto ben 330 milioni di tonnellate. Positiva o negativa, questa è una realtà con cui è necessario confrontarsi. In questo contesto, l’industria conciaria gioca un ruolo chiave perché permette il recupero di scarti che altrimenti creerebbero seri problemi di igiene e richiederebbero uno smaltimento speciale con elevati costi di gestione.

3- La pelle conciata al vegetale e la “pelle vegana” sono la stessa cosa?

No, si tratta di due materiali completamente diversi: il cuoio e la pelle conciata al vegetale sono prodotti di origine animale, quindi non rappresentano l’acquisto ideale per chi sceglie uno stile di vita vegano. Attenzione però alle espressioni “cuoio vegano” o “pelle vegana” perché possono risultare ambigui: le parole “Cuoio” e “Pelle” dovrebbero essere sempre e solo riferite a prodotti di origine animale, proprio per consentire la massima chiarezza negli acquisti.

4- Di cosa è fatto allora la “pelle vegana”?

Si tratta di materiali di origine diversa da quella animale, ovvero sintetici o derivati da vegetali. Tra i materiali sintetici i più utilizzati sono generalmente il PU (poliuretano) o il PVC (cloruro di polivinile) che sono a tutti gli effetti materie plastiche, derivate dal petrolio. Questo pone la questione del loro recupero e riciclo alla fine del loro ciclo d’uso, soprattutto considerando che si usurano molto più rapidamente.

I materiali di origine vegetale sono invece anch’essi rielaborazioni di scarti dell’industria alimentare, quali torsoli di mela, bucce d’arancia, funghi, foglie d’ananas, sughero ed altro. Anche in questo caso però è bene fare attenzione: alcune mescole infatti possono prevedere l’aggiunta di materiali plastici per rafforzare la consistenza del materiale. Se vogliamo compiere un acquisto realmente a favore dell’ambiente, meglio porre una domanda in più.

5- Come andrebbe definito allora la “pelle vegana”?

Viene spesso definita “pelle artificiale”, “ecopelle” o “similpelle” per sottolineare l’idea che è simile alla pelle, ma che è realizzata in un materiale completamente diverso. Viene utilizzata anche “pelle sintetica in poliuretano”, “pelle vinilica” o “finta pelle in PVC”. Tutte queste definizioni non sono corrette, contravvenendo a precise prescrizioni normative, tra cui la Legge n.1112/1966. Infatti, il termine pelle dovrebbe essere utilizzato solo per indicare l’origine animale della materia prime utilizzate.

6- “Similpelle” ed “Ecopelle” sono la stessa cosa?”

No. “Similpelle” serve ad indicare tutti quei materiali di origine diversa da quella animale ma utilizzabili per le stesse applicazioni, soprattutto nella moda. “Ecopelle” indica invece un tipo di pelle o cuoio (quindi di origine animale) realizzato “a ridotto impatto ambientale” secondo la norma UNI 11427:2011.

Purtroppo molto spesso i rivenditori chiamano “ecopelle” anche la “similpelle”, perché il prefisso “eco” è commercialmente più efficace, creando non poca confusione al consumatore meno esperto o distratto.

7- I tannini possono provocare allergie?

La pelle conciata al vegetale è particolarmente indicata per i soggetti allergici: la lavorazione con i tannini, infatti, è realizzata senza l’utilizzo di sostanze tossiche o metalli pesanti. Essendo di origine vegetale, i tannini sono assolutamente sicuri anche per le pelli più sensibili, come quelle dei bambini. Al contrario, in soggetti predisposti, le pelli conciate al cromo potrebbero dare origine a orticaria o, addirittura, a dermatiti allergiche.

Un’ulteriore prova della sicurezza del tannino arriva dalla nostra tavola: i tannini sono largamente presenti nella frutta, quali melograno, lamponi e mirtilli rossi, nonché in numerose bevande che assumiamo ogni giorno, come il tè e il vino rosso!

8- I tannini sono sostanze chimiche di sintesi?

I tannini vegetali utilizzati nella concia al vegetale sono sostanze naturali, estratte con metodi ecosostenibili: per il tannino di Tara è sufficiente macinare i baccelli fino a ridurli in polvere, mentre per il tannino di castagno o di quebracho il legno viene sminuzzato in chips che, a contatto con acqua calda, rilascia il tannino in soluzione, come se fosse un’infusione. Puoi trovare tutti i dettagli alla pagina “Come si estrae il tannino”.

9- La concia al vegetale con tannino è un processo inquinante?

La concia al vegetale con tannino è in assoluto il metodo di concia più ecosostenibile:

  • i tannini sono sostanze vegetali, sicure per l’uomo e per l’ambiente;
  • i fanghi di risulta della concia possono essere facilmente recuperati (e trasformati in materiale per la creazione di laterizi per l’edilizia!)
  • gli oggetti creati in pelle conciata al vegetale con tannino possono durare per generazioni;
  • una volta terminato il loro ciclo d’uso, possono venire smaltiti facilmente ed essere trasformati in fertilizzanti per l’agricoltura.

10- Come si fa distinguere la pelle conciata al vegetale da altri materiali?

Purtroppo è difficile per un occhio poco esperto. Ma aiuta molto il naso: la concia al tannino permea le pelli di un profumo intenso, l’inconfondibile “odore di cuoio” che un materiale plastico certamente non ha e che è poco presente negli altri metodi di concia.

La stessa differenza è evidente anche in termini di morbidezza e di piacevolezza al tatto. Esistono anche marchi che possono aiutarci, come Vero Cuoio di Toscana o Vera Pelle Conciata al Vegetale

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