Qualcuno le ha definite un bizzarro capriccio della Natura, qualcun altro un dono: sono le galle o cecidi, escrescenze vegetali che caratterizzano alcuni alberi, in particolare le querce. Sono molto diffuse nel regno vegetale e sono ricchissime di tannino.

Hanno generalmente una forma tondeggiante ed irregolare, che spesso porta a confonderle con dei frutti, e possono variare in consistenza: alcune sono più molli, altre dall’aspetto cotonoso o legnoso, altre ancora hanno degli spuntoni, come le spine di una rosa. Tali escrescenze hanno un’origine comune: sono una reazione della pianta ad un attacco esterno, generalmente prodotto dall’assalto di batteri, funghi o insetti.

Sono infatti costituite da un ammasso di cellule vegetali con cui la pianta “isola” la parte infetta, per fare in modo che il danno non si propaghi. Una sorta di “cicatrice” arborea. Una forma di difesa che la pianta mette in atto per proteggersi dalle sostanze secrete da insetti, soprattutto Imenotteri (formiche, api e piccole vespe) e Ditteri (mosche e zanzare), ma anche acari, batteri e funghi presenti sulla pianta e che potrebbero danneggiarla. Non stupisce quindi che siano ricchissime di tannino, sostanza che esercita un notevole potere antibatterico sulla parte lesa.

Nel corso dell’evoluzione, le piante hanno sviluppato il tannino proprio per proteggersi dagli attacchi esterni. Una strategia di sopravvivenza indispensabile, dal momento che la pianta non è in grado di muoversi e di reagire dinanzi ai pericoli. Qualunque parte della pianta può sviluppare le galle, che a seconda dell’insetto o del batterio responsabile avranno forma, colore e grandezza diversa. Esiste persino una parte della botanica che si occupa dello studio delle galle, denominata cecidiologia.

Le più famose tra le galle sono quelle già citate di quercia (Quercus infectoria), presenti in due varianti: galle cinesi e galle turche, molto utilizzate per l’estrazione del tannino su larga scala. Una volta estratto, il gallo tannino appare curiosamente come una polvere bianca, con diverse sfumature. Ha un profumo acre e intenso ed è impalpabile al tatto.

Nella medicina tradizionale, le galle trovano impiego per le loro proprietà astringenti (azione antidiarroica), disinfettanti e antinfiammatorie. Lasciate in infusione sono utili per gargarismi, sciacqui e tamponature in caso di emorroidi, ragadi, afte e fistole. Dalla loro macerazione in olio extravergine d’oliva si ricava un rimedio da applicare su contusioni ed ematomi.

I gallotannini sono conosciuti fin dall’antichità: Greci ed Egizi già li      utilizzavano per tingere i tessuti e per la preparazione di inchiostro per scrivere. La loro applicazione principale però era e rimane la concia al vegetale delle pelli con tannino. I tannini di galla sono infatti estremamente efficace come agenti concianti. Molto versatili, trovano     impiego anche in enologia come stabilizzanti del colore nei vini rossi e come strutturanti e antiossidanti nei vini bianchi.

Una curiosità: se siete appassionati di bigiotteria fai da te, sappiate che su Etsy è possibile acquistare set che comprendono vari tipi di galle per lavori di bigiotteria artigianale e persino collane, orecchini e pendenti già realizzati da abilissimi designer! 

Pin It on Pinterest