Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un vero e proprio boom degli acquisti online. È sicuramente molto pratico, non solo perché ci permette di ricevere i nostri acquisti senza uscire di casa, ma anche per la grande varietà di prodotti a nostra disposizione, spesso a prezzi ribassati.

Ma quando arriva il pacco tanto atteso la nostra soddisfazione lo è altrettanto? Troppo grande, troppo piccolo, materiale scadente, colore sbagliato: l’epic fail dello shopping online è dietro l’angolo. Capita spesso di sfogliare le gallery e di notare abiti o accessori a cui non si può proprio resistere, soprattutto se sono a prezzi stracciati! A volte il dubbio ci assale: “Belle quelle scarpe, ma a me come starebbero? Il materiale sarà di buona qualità? Dureranno nel tempo, o le butterò dopo una sola stagione?”. Queste perplessità spesso ci portano a fare scelte attente e ad acquistare solo su siti con garanzie certe. Qualche altra volta invece decidiamo di fidarci, magari acquistando su negozi online di cui non abbiamo mai sentito parlare. E il risultato, in certi casi, è davvero disastroso!

Il problema non dipende dalla nostra bravura di online shopper, ma dalla mancanza di informazioni da parte del negozio a cui ci stiamo affidando, in particolare per quanto riguarda i materiali di cui sono fatti gli accessori.

Per capire se gli e-commerce forniscono sufficienti informazioni sui prodotti in vendita, abbiamo deciso di chiederlo al popolo di Internet, nello specifico di Instagram. La risposta è stata plateale: no! Non fa differenza se risiede in Italia, in UK, in Irlanda o in Germania: il consumatore vorrebbe avere più informazioni sui materiali di cui sono fatti i prodotti, quando fa acquisti online.

Ecco i risultati:

GLI ECOMMERCE FORNISCONO INFORMAZIONI SUFFICIENTI SUI MATERIALI DI CUI SONO FATTI I PRODOTTI?

La ricerca di maggiori informazioni è dunque un’esigenza reale. Il consumatore è diventato più sensibile, più attento e consapevole degli acquisti che porta a termine. L’esperienza di acquisto online è molto diversa da quella in-store: il prodotto è visibile solo in foto, non lo si può toccare, tantomeno sentirne l’odore. Il consumatore si deve quindi affidare alle immagini che, come molti hanno testato sulla propria pelle, non corrispondono sempre al vero e ad una lista non esaustiva di informazioni. È sufficiente entrare virtualmente in un qualsiasi sito di vendita online per rendersi conto, con buona probabilità, che le informazioni fornite non bastano per effettuare un acquisto pienamente consapevole. Spesso mancano i dettagli di alcune misure o le caratteristiche del materiale utilizzato. Per esempio, se sapessimo che una suola in cuoio è traspirante e ci evita di prendere la scossa, non saremmo più propensi ad acquistare quella scarpa piuttosto che un’altra? Oppure, se ci venisse data l’informazione che una borsa è in similpelle, cioè fatta con la plastica e non in vera pelle, non faremmo un acquisto più consapevole?

Prendiamo un esempio: le scarpe. Lasciando da parte la difficoltà di azzeccare il numero giusto, spesso i rivenditori di scarpe non distinguono nemmeno la vera pelle dalla similpelle, filtrandole in un unico grande gruppo di scarpe che “all’occhio” non sembrano fabbricate con materiali di diversa natura. Soprattutto in questa categoria di abbigliamento, la lacuna di informazioni sulle misure è ampia: “La suola è larga o stretta? È in plastica o in cuoio? Il collo dello stivaletto quanto misura dalla caviglia?” Poter rispondere a queste domande non è banale, ma rappresenta un punto fondamentale per il consumatore che si trova davanti ad una scelta di acquisto. La misura di un paio di scarpe non è composta solo dal numero ma anche dalla forma del tallone, dalla larghezza del piede, dall’altezza della suola o del tacco. 

Oltre al materiale in sé, un altro dato spesso ignorato ma di fondamentale importanza è la modalità di trattamento a cui sono stati sottoposti questi materiali. La pelle, per esempio, può essere conciata al vegetale o al cromo. La concia, per definizione, è il processo di trasformazione che consente di riciclare la pelle animale grezza, prodotto di scarto dell’industria alimentare, in un materiale durevole atto ad essere lavorato. La concia al vegetale è un procedimento 100% naturale, perché utilizza sostanze naturali chiamate tannini, estratte dalle piante con metodi ecosostenibili e in grado di trasmettere alla pelle caratteristiche superiori, tra cui l’unicità, la bellezza, la versatilità, la morbidezza, il tatto naturale, la resistenza, la capacità di durare nel tempo, e il caratteristico profumo che “sa di bosco”.

Diversamente, la concia al cromo richiede l’uso di Sali di cromo, che potrebbero provocare allergie in soggetti particolarmente sensibili. Non solo, quindi, è importante essere consapevoli del materiale di cui è fatto il prodotto che stiamo acquistando, ma anche di come quel materiale è stato trattato.

In conclusione, un piccolo suggerimento per chi vende o rivende online: aggiungete alle vostre descrizioni di prodotto preziosi dettagli sui materiali di cui sono fatti e i benefici che comportano. Ad esempio, grazie ai tannini, la pelle conciata al vegetale è traspirante, naturale, salutare e duratura. Teniamolo a mente! 😉

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